{"id":1099,"date":"2020-08-20T14:39:00","date_gmt":"2020-08-20T12:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/?p=1099"},"modified":"2020-11-06T15:09:26","modified_gmt":"2020-11-06T14:09:26","slug":"metodo-di-scavo-drill-blast","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/index.php\/2020\/08\/20\/metodo-di-scavo-drill-blast\/","title":{"rendered":"Metodo di scavo convenzionale: il drill &#038; blast nella costruzione di tunnel"},"content":{"rendered":"\n<p><em><strong>INGENIO web&#8221; del 20 Agosto 2020, Imready Srl &#8211; RSM<\/strong><\/em> <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/M.Chiarelli-Scavo-convenzionale_il-drill-blast-nella-costruzione-di-tunnel.pdf\">M.Chiarelli-Scavo convenzionale_il drill &amp; blast nella costruzione di tunnel<\/a><a href=\"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/M.Chiarelli-Scavo-convenzionale_il-drill-blast-nella-costruzione-di-tunnel.pdf\" class=\"wp-block-file__button\" download>Download<\/a><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel mondo delle costruzioni sotterranee, esistono due metodi principali per lo scavo di gallerie nella roccia: metodi di scavo convenzionali e metodi di scavo meccanizzati. Il primo include la potente tecnica Drill &amp; Blast, mentre il secondo \u00e8 meglio conosciuto per gli scavi eseguiti con enormi macchine denominate Tunnel Boring Machines (TBM).<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 da dire per\u00f2, che da circa un decennio il metodo di scavo drill &amp; blast \u00e8 passato ad essere considerato non convenzionale prendendo il posto che prima aveva lo scavo meccanizzato mediante TBM. Oggigiorno infatti, \u00e8 molto frequente la realizzazione di tunnel mediante mezzi meccanici, specialmente in ambito urbano, riservando al metodo drill &amp; blast speciali occasioni in cui non si pu\u00f2 procedere all\u2019apertura di un tunnel in maniera \u201cconvenzionale\u201d. <strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Limiti di applicazione del metodo drill &amp; blast<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il metodo pu\u00f2 essere utilizzato in tutti i tipi di rocce e rispetto al metodo meccanico con TBM, il costo di iniziale di esecuzione del tunnel risulta essere generalmente inferiore.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"469\" height=\"352\" src=\"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-1-hqdefault.bmp\" alt=\"\" class=\"wp-image-1107\"\/><figcaption>Figura 1 \u2013 Abbattimento del fronte in galleria mediante esplosivo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per contro, dal punto di vista della produzione giornaliera, ovvero nell\u2019avanzamento alla costruzione, il metodo presenta una produzione inferiore rispetto ad uno scavo eseguito con macchina TBM. Un ruolo importante lo occupa anche la lunghezza del tunnel nella scelta del metodo di scavo visti i costi onerosi di impianto cantiere e della macchina TBM stessa che ne scoraggiano l\u2019utilizzo per tunnel di lunghezza inferiore ai 2 km. Di norma, per scavi di lunghezza superiore a 4\u00f75 km si utilizza spesso una TBM, mentre per lunghezze non superiori a 1,5 km, la tecnica Drill &amp; Blast \u00e8 generalmente la scelta migliore (semprech\u00e9 non possano essere impiegate tecnologie alternative).<\/p>\n\n\n\n<p>Prevedendo l\u2019uso di esplosivo per l\u2019apertura del cavo, il drill &amp; blast comporta un\u2019importante limitazione alla sua applicazione che \u00e8 data dai livelli di vibrazione generati. L\u2019energia sviluppatasi con il brillamento delle mine produce per buona parte lavoro che si traduce in frantumazione della roccia e relativo spostamento dal proprio sito. Solo una parte dell\u2019energia viene trasformata in onde sismiche che si propagano nel terreno, radialmente ed a forte velocit\u00e0, (2000\u00f75000 m\/sec) provocando un\u2019oscillazione del terreno stesso, che viene chiamata vibrazione, la cui intensit\u00e0 dipende direttamente dalla quantit\u00e0 di esplosivo fatta brillare.<\/p>\n\n\n\n<p>Allontanandosi dalla zona di esplosione la velocit\u00e0 di oscillazione delle particelle, attorno alla posizione di equilibrio, tende a diminuire. In pratica, dunque, si genera nell\u2019ambiente circostante il foro da mina un fenomeno assimilabile, in grandi linee, ad un terremoto naturale dal quale si differenzia per la pi\u00f9 elevata frequenza delle vibrazioni e per la minor ampiezza delle oscillazioni. Sono stati fatti molti studi per individuare i vari parametri, che possono meglio caratterizzare le onde sismiche, al fine di valutare la loro attitudine a produrre danni. Anche gli studi condotti personalmente sul fenomeno delle vibrazioni indotte sulle strutture (<em>Chiarelli 2004<\/em>), hanno evidenziato che la velocit\u00e0 di vibrazione, associata alla frequenza, sia il parametro che meglio si adatta allo scopo. Altri colleghi considerano, invece, valida l\u2019associazione di accelerazione e frequenza in particolare quando si vuol tenere conto non solo della quantit\u00e0 di energia trasmessa ma anche dal modo in cui essa \u00e8 trasmessa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato osservato che per distanze limitate, qualche decina di metri, le frequenze di vibrazioni trasmesse sono notevolmente maggiori nelle rocce rispetto alle terre. Le ampiezze di oscillazione, invece, misurate nelle terre, sono 2\u00f73 volte superiori a quelle misurate nelle rocce.<\/p>\n\n\n\n<p>Le rocce compatte si comportano quasi elasticamente, assorbono meglio energia e trasmettono vibrazioni di frequenze ben maggiori, dell\u2019ordine di 20\u00f780 Hz, che non i terreni sciolti, dove difficilmente si superano i 10 Hz.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 da notare che la frequenza tende, comunque, a diminuire col crescere della distanza dal punto di scoppio.<\/p>\n\n\n\n<p>La presenza di fratture, faglie o stratificazioni pu\u00f2 rinforzare, in direzioni preferenziali, le ampiezze di certe componenti delle vibrazioni trasmesse ed inoltre pu\u00f2 dar luogo a interferenze, riflessioni di onda, complicando notevolmente il fenomeno dello smorzamento naturale da parte del terreno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne consegue che nella roccia, in genere, si possono far esplodere cariche di esplosivo maggiori che non nel terreno sciolto senza danni dovuti alle vibrazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La velocit\u00e0 \u00e8, comunque, la grandezza pi\u00f9 comunemente adottata ai fini delle correlazioni con gli effetti dinamici delle vibrazioni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"777\" src=\"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-2-Frequenza-velocita-1024x777.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1108\" srcset=\"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-2-Frequenza-velocita-1024x777.png 1024w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-2-Frequenza-velocita-300x228.png 300w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-2-Frequenza-velocita-768x583.png 768w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-2-Frequenza-velocita-600x455.png 600w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-2-Frequenza-velocita.png 1127w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Figura 2 \u2013 Campi di frequenza ammissibili sulle fondamenta degli edifici in relazione alla classe di costruzione &#8211; UNI 9916 : 2004.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel grafico in figura 2 sono riportati i valori di riferimento per la velocit\u00e0 di vibrazione per campi di frequenza 1 &#8211; 100 Hz ammissibili sulle fondamenta degli edifici in base alla classe di costruzione secondo la normativa UNI 9916 : 2004.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel grafico di figura 2 le classi indicano rispettivamente:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Classe 1<\/strong> &#8211; Costruzioni industriali, edifici industriali e costruzioni strutturalmente simili;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Classe 2<\/strong> \u2013 Edifici residenziali e costruzioni simili;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Classe 3<\/strong> &#8211; Costruzioni che non ricadono nelle classi 1 e 2 e che sono degne di essere tutelate.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esperienza mostra che i limiti riportati nel grafico precedente, siano da considerarsi validi per la tutela della stabilit\u00e0 degli edifici ma che siano troppo elevati per garantire gli edifici da qualsiasi danno in particolare arrecato agli intonaci, ai rivestimenti ed alle decorazioni (<em>Chiarelli 2004<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Per frequenze fino a 50 Hz, si ritiene che la velocit\u00e0 di vibrazione della componente prevalente non debba superare il valore di 1, 3 e 8 mm\/sec sulle fondamenta degli edifici rispettivamente appartenenti alla I, II, e III classe e che il valore della velocit\u00e0 risultante non debba, parimenti, superare i 3, 5, 10 mm\/sec.<\/p>\n\n\n\n<p>Superando detti limiti, in maniera sistematica, sorgono sicuramente problemi alle strutture seppure di livello minore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fasi di esecuzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\"><li><strong>Perforazione<\/strong><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Prima dell\u2019esecuzione della volata, la piattaforma di perforazione esegue i fori &#8211; prededeterminati in fase di predisposizione del piano di brillamento \u2013 sul fronte di scavo del tunnel. Pi\u00f9 solida \u00e8 la roccia, pi\u00f9 esplosivi sono necessari.<\/p>\n\n\n\n<p>Una macchina chiamata jumbo viene utilizzato per praticare i fori nella parete rocciosa. La macchina ha solitamente tre bracci di perforazione (ma ne esistono di pi\u00f9 grandi con un numero di bracchi superiore a tre) e una cabina operatore che manovra la macchina stessa. La macchina pu\u00f2 praticare fori con lunghezza variabile da 2 a 6 metri.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-3-Jumbo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1109\" width=\"475\" height=\"475\" srcset=\"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-3-Jumbo.jpg 298w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-3-Jumbo-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-3-Jumbo-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-3-Jumbo-85x85.jpg 85w\" sizes=\"auto, (max-width: 475px) 100vw, 475px\" \/><figcaption>Figura 3 \u2013 Macchina perforatrice Jumbo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I primi set sono fori diritti (taglio parallelo) situati attorno al bordo della faccia di scavo (limite della sezione di scavo) e al centro. Un secondo set (taglio a V) \u00e8 inclinato verso il centro. Questi permettono alla roccia di essere spazzata via dal fronte di scavo del tunnel durante la volata.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Caricamento e brillamento<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Successivamente alla realizzazione dei fori, questi vengono riempiti (saturazione) con dell\u2019esplosivo e collegati a dei detonatori. I detonatori sono collegati ai dispositivi esplosivi (linea di tiro) e i singoli dispositivi esplosivi sono collegati tra loro (circuito di brillamento). I fori sono fatti saltare in una sequenza corretta, dal centro verso l\u2019esterno, uno dopo l\u2019altro. Sebbene possano essere innescate pi\u00f9 di 100 esplosioni, una dopo l\u2019altra, la <em>blast sequence<\/em> si completa in pochi secondi. I dispositivi non devono esplodere allo stesso tempo, ma piuttosto uno dopo l\u2019altro a intervalli specifici. Solo quando si \u00e8 certi che nessuno \u00e8 rimasto nell\u2019area di pericolo, l\u2019esplosione pu\u00f2 essere innescata dalla macchina di brillamento.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I tempi di esplosione tra le cariche sono distanziate di pochi millisecondi. La tecnica del frazionamento della volata consiste nel far esplodere per prima le cariche poste al centro del fronte di scavo o del nucleo roccioso e, successivamente, quelle poste verso l\u2019esterno del contorno di scavo. La prima esplosione ha lo scopo di distendere il nucleo roccioso prima dell\u2019esplosione delle restanti cariche. In aggiunta, la prima esplosione crea una superfice di distacco al contorno che agisce, sotto certi aspetti, da schermo alle onde d\u2019urto provocate dal grosso delle volate. Cos\u00ec procedendo aumenta anche la capacit\u00e0 di frantumazione dell\u2019esplosivo ottenendo materiali di risulta di dimensioni ridotte.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Ventilazione<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019esplosione provoca, oltre alla frantumazione della roccia, un\u2019enorme quantit\u00e0 di polvere che si mescola con i gas generati dall\u2019esplosione. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-4-Tunnel-brennnero-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1110\" srcset=\"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-4-Tunnel-brennnero-2.jpg 1000w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-4-Tunnel-brennnero-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-4-Tunnel-brennnero-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-4-Tunnel-brennnero-2-700x466.jpg 700w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-4-Tunnel-brennnero-2-600x400.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption>Figura 4 \u2013 Tunnel del Brennero. Condotti di ventilazione<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Affinch\u00e9 si possano riprendere le attivit\u00e0 di disgaggio e smarino del materiale frantumato, l\u2019aria carica di polvere e gas deve essere rimossa dal tunnel immettendone altra di pulita e fresca.Questo viene fatto attraverso i sistemi di canalizzazione dell\u2019aria, lunghi tubi di acciaio o di plastica, che sono collegati in volta del tunnel e immettono aria pulita sul fronte di scavo. Ci\u00f2 provoca una differenza di pressione localizzata e l\u2019aria sporca insieme ai gas viene spinta verso l\u2019uscita del tunnel. Per limitare la formazione di polvere durante il brillamento, quando possibile, dei getti d\u2019acqua vengono indirizzati e spruzzati sul fronte di scavo in modo da abbattere le polveri.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Smarino<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Dopo che i pezzi di roccia sciolti sono stati rimossi dal fronte di scavo, il materiale o macerie viene portato fuori dal tunnel attraverso autocarri o cassoni installati su rotaie e trasportato dal sito di scavo alla discarica. Se di qualit\u00e0 della roccia \u00e8 idonea allo scopo, essa pu\u00f2 essere ulteriormente frantumata e ridotta alla pezzatura di impiego per il confezionamento del calcestruzzo che verr\u00e0 impiegato poi per la formazione del rivestimento definitivo del tunnel e per tutte le altre opere in cui \u00e8 previsto l\u2019utilizzo di calcestruzzo.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Rivestimento temporaneo e definitivo<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Finite le operazioni di smarino, un rivestimento temporaneo generalmente costituito da calcestruzzo proiettato (spritz-beton) a rapida presa, \u00e8 adoperato per stabilizzare le pareti e consentire un collegamento privo di cavit\u00e0 alla roccia proteggendo anche gli operatori da eventuali distacchi di roccia. A seconda del tipo di roccia, \u00e8 possibile implementare una variet\u00e0 di misure di fissaggio: rete metallica, centine, bulloni, chiodi che possono essere spinti nella roccia. Per la messa in opera di bulloni e\/o chiodi \u00e8 utilizzato un jumbo per praticare i fori. La distanza e la profondit\u00e0 di fissaggio tra i bulloni e\/o chiodi \u00e8 determinata dai geologi e\/o dagli ingegneri che progettano il rivestimento temporaneo di stabilizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In presenza di rocce di scarsa resistenza meccanica e con uno stato fessurativo importante, potrebbe essere necessario mettere in opera archi in acciaio per sostenere le pareti e la volta del tunnel (centinatura). In altre situazioni, una rete d\u2019acciaio pu\u00f2 essere fissata alle pareti e al tetto per evitare che altri materiali sfusi cadano sui lavoratori sottostanti.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Mappatura geologica<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Quando il tunnel \u00e8 stato posto in sicurezza ed il fronte di scavo \u00e8 liberamente accessibile, i geologi effettuano una mappatura della roccia. Questo allo scopo di determinare il tipo di roccia presente, la giacitura, lo stato fessurativo, viene misurato l\u2019angolo di incidenza e la direzione di incidenza delle strutture rocciose, si individuano eventuali pieghe, la presenza di piani di scorrimento e\/o faglie mappate gi\u00e0 in fase preliminare ed esecutiva di progettazione del tunnel.<\/p>\n\n\n\n<p>Vengono scrupolosamente rilevate e documentate le caratteristiche meccaniche della roccia, la reazione della massa rocciosa al processo di scavo e l\u2019eventuale infiltrazione di acqua di montagna. Il rapporto di mappatura creato \u00e8 di fondamentale importanza per la progettazione e la messa in opera degli interventi di stabilizzazione del tunnel.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Progettazione delle perforazioni<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il modello di perforazione assicura la distribuzione dell\u2019esplosivo nella roccia e, di conseguenza, il risultato a seguito del brillamento dell\u2019esplosivo. Diversi fattori devono essere presi in considerazione durante la progettazione della perforazione: perforabilit\u00e0 e effetti dell\u2019esplosione sulla roccia, tipo di esplosivo da impiegare, limiti di vibrazione e requisiti di precisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni sito ha le sue caratteristiche quindi anche i modelli di perforazione sono specifici per ogni sito e per tipo di roccia da abbattere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"577\" src=\"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-5-sprengmeister-slider-bild-01-1024x577.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1112\" srcset=\"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-5-sprengmeister-slider-bild-01-1024x577.jpg 1024w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-5-sprengmeister-slider-bild-01-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-5-sprengmeister-slider-bild-01-768x433.jpg 768w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-5-sprengmeister-slider-bild-01-600x338.jpg 600w, https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-5-sprengmeister-slider-bild-01.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Figura 5 \u2013 Caricamento con l\u2019esplosivo delle perforazioni<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In generale, la progettazione del modello di perforazione nel tunnelling si basa sui seguenti fattori:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Dimensioni della sezione del tunnel;<\/li><li>Geometria del tunnel;<\/li><li>Dimensione del foro di caricamento dell\u2019esplosivo;<\/li><li>Requisiti di qualit\u00e0 finali;<\/li><li>Condizioni geologiche e meccaniche delle rocce;<\/li><li>Disponibilit\u00e0 di esplosivi e mezzi di detonazione;<\/li><li>Venute d\u2019acqua preesistenti o causate dall\u2019esplosione;<\/li><li>Limitazioni alle vibrazioni;<\/li><li>Attrezzature per la perforazione.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>A seconda delle condizioni del sito, tutti o alcuni dei suddetti fattori sono considerati importanti per la progettazione del modello di perforazione del tunnel. Per ogni sito di costruzione e per ogni tunnel, in genere si dispone di diverse varianti dei modelli di perforazione (da un minimo di 5 ad un massimo di 10 modelli) per tenere conto delle mutevoli condizioni geomorfologiche e meccaniche delle rocce che si incontrano in fase di avanzamento dello scavo. Quando si progetta un modello di perforazione in galleria, l\u2019obiettivo principale \u00e8 garantire il numero ottimale di fori posizionati correttamente e accuratamente eseguiti. Ci\u00f2 aiuta a garantire una saturazione ottimale del foro con l\u2019esplosivo ed un brillamento di successo, oltre a creare pareti e calotta del tunnel accuratamente sagomati e lisci. Un modello di perforazione ottimizzato in questo modo \u00e8 anche il pi\u00f9 economico ed efficiente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019abbattimento con esplosivo \u00e8 un mezzo a tutt\u2019oggi insostituibile e che molto probabilmente continuer\u00e0, anche in futuro, a rappresentare un metodo efficace e competitivo per scavare molte gallerie in rocce resistenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo metodo, tuttavia, lascia aperti due temi di discussione: la regolarit\u00e0 nella profilatura dello scavo e le vibrazioni indotte dallo sparo mine.<\/p>\n\n\n\n<p>Una profilatura corretta ha positivi risvolti in termini tecnici, economici e di sicurezza: si riduce drasticamente il disgaggio, la possibilit\u00e0 di crolli fuori sagoma, il disturbo della massa rocciosa oltre il profilo di scavo, il consumo di calcestruzzo proiettato. La necessit\u00e0 di eseguire i fori di contorno divergenti per mantenere la sagoma, porta a fuori sagoma tecnici, che non possono essere eliminati, di entit\u00e0 dipendente dalla lunghezza della volata.<\/p>\n\n\n\n<p>A prescindere da quelli tecnici, \u00e8 necessario limitare il pi\u00f9 possibile il fuori sagoma che derivano dalle condizioni geomeccaniche dell\u2019ammasso in cui si scava. Questo \u00e8 reso parzialmente possibile dalla riduzione della lunghezza di scavo al fronte e soprattutto dall\u2019adozione di schemi di tiro controllato.<\/p>\n\n\n\n<p>I parametri di base per il tiro controllato sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>il diametro dei fori di profilatura (normalmente 51\/32mm);<\/li><li>la distanza tra di essi (40\u00f790cm);<\/li><li>la distanza tra fori di profilatura e l\u2019ultima fila esterna dei fori di produzione (50\u00f7100cm);<\/li><li>il diametro della cartuccia di esplosivo (17\u00f725mm);<\/li><li>la densit\u00e0 lineare di carica (0.2\u00f70.5kg\/m).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Per la profilatura si utilizzano generalmente delle micce detonanti. Attualmente, l\u2019esplosivo pi\u00f9 utilizzato \u00e8 di tipo ad emulsione pompata al posto delle cartucce. \u00c8 necessario evidenziare che i migliori risultati potranno aversi solamente dopo un\u2019accurata sperimentazione in sito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema della trasmissione delle vibrazioni indotte dallo sparo mine invece, \u00e8 estremamente complesso per la presenza di molteplici fattori che intervengono nella generazione delle vibrazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Per l\u2019identificazione della propagazione sismica dei terreni interessati dallo scavo al fine di valutare i potenziali effetti vibratori indotti in superficie dal brillamento di cariche esplosive, in fase di avvio dei lavori, \u00e8 necessario prevedere un piano di misura delle vibrazioni indotte, in galleria ed in superficie, mediante l\u2019esecuzione di brillamenti controllati di alcune volate di prova.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare occorre verificare in quale modo le caratteristiche geomorfologiche del sito (formazione rocciosa e coperture, stato di fratturazione della roccia, presenza di discontinuit\u00e0 strutturali ecc.) possano influenzare la propagazione delle onde elastiche, prodotte dagli scavi, dal sottosuolo alla superficie ed alla sicurezza delle strutture potenzialmente interferite. Tutto ci\u00f2 avr\u00e0 come scopo quello di individuare una legge di sito per la previsione del valore massimo di velocit\u00e0 di vibrazione originato dal brillamento delle cariche d\u2019esplosivo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><strong>Bibliografia<\/strong> <br><strong>[1].<\/strong> M. Chiarelli \u2013 \u201cL\u2019Arte del costruire gallerie\u201d \u2013 Editrice | Uni Service, Trento, 2009 ISBN: 978-88-6178-323-2 <br><strong>[2].<\/strong> M. Chiarelli \u2013 \u201cLe vibrazioni degli edifici indotte dalle ferrovie sotterranee\u201d \u2013 \u201cStrade &amp; Autostrade\u201d n\u00b044, EDI-CEM Srl &#8211; MI <br><strong>[3]. <\/strong>M. Chiarelli \u2013 \u201cTecniche avanzate di scavo in sotterraneo mediante TBM, Microtunnelling e Horizontal Directional Drilling\u201d &#8211; \u201cINGENIO\u201d n\u00b017, Imready Srl \u2013 RSM <br><strong>[4].<\/strong> M. Chiarelli \u2013 \u201cLa costruzione di gallerie in ambiente urbano\u201d &#8211; \u201cINGENIO\u201d n\u00b0 28 e dossier di Geotecnica del 14 Novembre 2014, Imready Srl &#8211; RSM <br><strong>[5]. <\/strong>M. Chiarelli \u2013 \u201cInfilaggi di rinforzo del terreno in galleria\u201d &#8211; \u201cStrade &amp; Autostrade\u201d n\u00b0131, EDI-CEM Srl \u2013 MI <br><strong>[6].<\/strong> M. Chiarelli \u2013 \u201cLa ventilazione meccanica connessa alla sicurezza delle gallerie stradali\u201d &#8211; \u201cINGENIO web\u201d del 15 Aprile 2016, Imready Srl \u2013 RSM<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INGENIO web&#8221; del 20 Agosto 2020, Imready Srl &#8211; RSM Premessa Nel mondo delle costruzioni sotterranee, esistono due metodi principali per lo scavo di gallerie nella roccia: metodi di scavo convenzionali e metodi di scavo meccanizzati. Il primo include la potente tecnica Drill &amp; Blast, mentre il secondo \u00e8 meglio conosciuto per gli scavi eseguiti<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1107,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-1099","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog-list-view"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1099","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1099"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1099\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1116,"href":"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1099\/revisions\/1116"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1107"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1099"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1099"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiarellimassimo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1099"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}